Se non fosse inutile, questa lettera sarebbe per te,
ti arriverebbe in questo mattino di pioggia,
nel becco di un corvo bagnato,
sotto l'ala di un piccione viaggiatore,
o nel cestello di una mongolfiera.
Ci sarebbe scritto che non sei passato.
Ci sarebbe scritto che t'ho amato e ancora t'amo.
Ti stupirebbe, per via del corvo bagnato,
per via del fatto semplice che t'amo.
Ti farebbe sorridere quel sorriso, che odio.
E amo.
Ti farebbe sorridere
e ti farebbe passare la pioggia,
l'umido e il mattino e la noia per almeno un paio d'ore.
Ti farebbe pensare a me questa notte,
con il corvo che dorme sul tuo comodino,
dove posavamo le tazzine di caffè.
Ti farebbe pensare a me, domattina?
Ti scriverei, davvero,
con il corvo e l'amore e tutto il resto.
Ma come vedi sarebbe inutile.
Però, ti farebbe felice tra una settimana,
un giorno all'improvviso.
Ti accorgeresti che il corvo è appollaiato sulla tua spalla,
una mattina come le altre, e ti sentiresti bene.
Ti farebbe venire voglia di chiamarmi,
ed io non ti riponderei.
Allora chiameresti qualche altra.
Mi penseresti, poi, ti chiederesti se t'amo.
Andresti a dormire, scacciando il corvo dal comodino
dove posavamo le tazzine di caffè.
Ti farebbe pensare, ancora fra qualche mese,
che in fondo io non t'amo.
Però senza motivo, una notte,
veder il corvo che svolazza dietro di te,
ti darebbe un'irrazionale sicurezza e
la voglia di sentire la mia voce.
Mi chiameresti ed io ti risponderei.
Non ti direi che t'amo, perchè sarebbe inutile,
non mi diresti nulla, perchè sarebbe vile.
Non mi diresti del corvo, non ti direi che mi ricordo del comodino
e delle tazzine di caffè.
Quel mattino non penseresti a me.
Ti scriverei, se non fosse inutile.
giovedì 22 ottobre 2009
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